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Il web è per tutti - 2
La serie di mini-corsi online a pagamento in prima serata
Semestre 2004-2005
E con la E-Mail di Aiutoooo gratuita per gli iscritti

tutor: dott. Antonio Capoduro

Siti Accessibili? Serve un pool di esperti.
A cura di Antonio Capoduro

Incontro con Michele Diodati Michele Diodati (nella foto) avvenuto il 17 gennaio 2005 nella chat community di Aiutoooo, nell'ambito del Corso
"Il web è per tutti 2" .

Inizio ore 15.15

Capoduro: Chiedo a Michele Diodati, che ringrazio per aver accettato questo invito, di presentarsi al pubblico e di raccontare brevemente le sue attività.

Diodati:  Mi occupo di accessibilità fin dal '99, cioè quando le WCAG 1.0, le linee guida sull'accessibilità, erano ancora poco conosciute. Ho svolto molti lavori in questo campo. In particolare negli ultimi due anni mi sono dedicato alla pubblicazione di materiali sull'accessibilità sul sito http://www.diodati.org
(N.d.R. Il testo delle linee guida tradotte in italiano si trovano a questo indirizzo:
http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm)

Bkbenc: Come è possibile far percepire a chi è "normodotato" le difficoltà nella navigazione sul web che sperimentano coloro che sono ostacolati da una progettazione non accessibile?

Diodati:  E' possibile far immaginare le difficoltà, non realmente percepirle. La percezione è un fenomeno del tutto soggettivo. Tuttavia anche la semplice simulazione può essere un buon sistema per far aumentare la sensibilità dei cosiddetti normodotati nei confronti dell'accessibilità. Anche semplicemente chiudere gli occhi per qualche minuto non equivale alla sensazione di essere costretti a navigare al buio sempre. Un vedente può provare a navigare con un sintetizzatore vocale, ma il fatto che sia un vedente gli rende impossibile provare la medesima esperienza di un non vedente.

Ioinformatico: Parliamo tutto il tempo della simulazione o di come si possono risolvere i problemi e quindi?

Diodati:   Certo, ma danno solo una pallida idea della situazione reale provata da chi soffre dell'effettiva menomazione della vista. La simulazione è un buon metodo per provare a risolvere i problemi. Un altro metodo, ancora migliore, è organizzare dei test con persone disabili, allo scopo di valutare sul campo le loro esperienze di navigazione con i siti web.

Nicolam: Per alcune simulazioni particolari esistono strumenti come esempio, vischeck per il daltonismo. (N.d.R. Per chi volesse avere informazioni su questo particolare simulatore, può visitare il sito in lingua inglese: http://www.vischeck.com/vischeck/)

Anna: Che differenza intercorre tra accessibilità e usabilità nella creazione di siti web? Ioinformatico: Accessibile è ciò che è stato studiato per essere raggiunto dalle persone non normodotate. Usabile invece è tutto ciò che può essere utilizzato... ad esempio, per un sordo non è possibile pensare di usare l'udito, quindi impossibile sentire una canzone.

Diodati:    Passo alla seconda risposta. Non è facile definire una linea precisa di separazione tra accessibilità e usabilità. Le raccomandazioni delle WCAG che fanno parte del livello base (singola A) hanno a che fare principalmente con il rendere percepibili e comprensibili i contenuti ad un livello di base. Al contrario le raccomandazioni del terzo livello (tripla A) si preoccupano di rendere l'esperienza di navigazione quanto più possibile soddisfacente, e di fatto si avvicinano allo scopo dell'usabilità. Infatti per i sordi l'accessibilità si raggiunge cercando di fornire delle alternative testuali per i contenuti sonori. O meglio ancora delle alternative basate sul linguaggio dei segni, ma questo è un capitolo che deve essere ancora sviluppato bene. Inoltre certo contenuti non possono proprio essere resi accessibili: non esiste un'esperienza alternativa che possa essere equivalente all'ascolto di una canzone.

Nicolam: A tal proposito sul web è presente un articolo da segnalare:
http://www.webusabile.it/articolo_mese/03062002.htm

Frax: Non crede che i metodi di usabilità possono essere molto utili anche per verificare l'accessibilità reale di un sito? non crede che i metodi dell'usabilità non vengano un po' "snobbati" dagli accessibilisti?

Diodati:  Sono completamente d'accordo e questo proposito segnalo questa pagina in cui un paio d'anni ha ho cercato di approfondire un po' i rapporti tra accessibilità e usabilità:
http://www.diodati.org/scritti/2004/guida/ele_acc06.asp

anna.: Ma l'accessibilità può essere a più livelli?

Diodati:  Le linee guida WCAG prevedono tre livelli progressivi di accessibilità. Il primo livello (singola A) è definito come quello in cui non seguire le raccomandazioni rende totalmente inaccessibili le pagine web. Le raccomandazioni di primo livello DEVONO cioè essere seguite. Le raccomandazioni di secondo livello (doppia A) DOVREBBERO invece essere seguite. La differenza significa che il non seguirle rende più difficile usare i contenuti, anche se non li rende proprio inaccessibili. Le raccomandazioni di terzo livello si riferiscono invece a cose che POSSONO essere rese accessibili. S'intende con ciò che se non le si rende accessibili, il sito o la pagina avrà comunque una sufficiente accessibilità di base.

Capoduro: Quindi possiamo sintetizzare che: A = devono; AA = dovrebbero, AAA = possono.

Frax: Ho effettuato un test di usabilità con utenti diversamente abili che fruiscono da tastiera. Credo che le disposizioni WCAG 1.0 non rispondano efficacemente al problema. Lei cosa ne pensa?

Diodati:  Lo credo anch'io. Non dimentichiamo che le WCAG sono ormai del '99. Comunque per giudicare con cognizione di causa dovrei conoscere i test che sono stati fatti.

Ioinformatico: Quale strumento si può utilizzare per rendere un sito accessibile?

Diodati:  Gli strumenti che si dovrebbero utilizzare sono molto numerosi.

Nicolam: Perché la WCAG è così lenta nel rilasciare linee guida? Quali impedimenti provocano questa eccessiva lentezza?

Diodati:  L'accessibilità purtroppo è una questione piuttosto complessa. Come prima cosa inviterei gli interessati a leggere questa pagina: http://www.diodati.org/w3c/wai/valuta.htm . La lentezza è dovuta alla grande difficoltà di raggiungere un accordo su molti punti in discussione. Proprio oggi si sta discutendo nel gruppo di lavoro delle WCAG sulla definizione di "struttura", tanto per fare un esempio. Ci si è accorti cioè che il passaggio dalla versione 1 alla versione 2 è molto complicato.

bkbenc: Che tipo di considerazioni si possono fare a chi usufruisce del web ma non realizza siti e quindi non dispone di conoscenze tecniche? In altre parole, rendere i visitatori di un sito consapevoli del fatto che stanno visitando un sito non accessibile?

Diodati:  Io direi che se uno sta visitando un sito non accessibile, se ne accorge da solo. Piuttosto è importante il contrario, cioè far riconoscere ad un "normodotato" le caratteristiche di accessibilità di un sito accessibile.

Ioinformatico: A chi "normodotato" interressa che quella determinata pagina sia accessibile?

Nicolam: Porrei la domanda non dal punto di vista di chi fruisce, bensì dal punto di vista di chi investe o realizza.

Bkbenc: Persino i realizzatori di siti web non hanno questo tipo di percezione.

Diodati:  Dipende dal ruolo che svolge: se è il committente del sito gli interessa, altrimenti meno.

Cristiano_longo: come mai avete preso questo argomento? L'accessibilità non riguarda certo solo i portatori di handicap.

Nicolam: Mi trovo concorde con l'affermazione di Cristiano e si veda l'esempio degli Smartphone.

Diodati:  Naturalmente. L'accessibilità riguarda chiunque si trovi anche provvisoriamente, in una situazione di debolezza. Per "debolezza" intendo anche cose come l'uso di uno smartphone non necessariamente una disabilità fisica. (N.d.R. Gli smartphone sono particolari telefoni cellulari con elevate caratteristiche di connettività ed operatività.)

Frax: Flash è realmente inaccessibile? o utilizzato adeguatamente potrebbe rivelarsi accessibile?

Diodati:  Le ultime versioni di Flash hanno aggiunto delle notevoli caratteristiche di accessibilità. Tuttavia Flash ha dei problemi di base, come la necessità di un plug-in per poter essere utilizzato.
(N.d.R. Plug-in = programma aggiuntivo scaricabile che permette l'esecuzione di determinate funzionalità).

Berjopska: Allestire un sito web è cosa molto semplice. Renderlo invece accessibile è difficilissimo. E' vero che basta pensarci, per usare una felice espressione del Dott. Capoduro, ma l'accessibilità è cosa ancora complessa e i validatori su internet non aiutano molto. Mi chiedo, vista la facile possibilità per creare un sito e vista invece la complessità per renderlo accessibile, perché non creare dei programmi ad hoc? O forse è possibile adeguare quelli esistenti?

Diodati:  Creare programmi ad hoc è stato già fatto. Esistono infatti vari programmi che permettono di testare in modo automatico alcune caratteristiche di accessibilità. Ma i programmi automatici non risolvono che in piccola misura i problemi. I programmi automatici si basano sulle raccomandazioni contenute nelle WCAG 1.0.

Capoduro: Puoi fare qualche esempio?

Diodati:  Bobby, Webxact, Torquemada, Cynthia says: sono tutti programmi che aiutano a testare l'accessibilità.
(N.d.R. I link per raggiungere i suddetti validatori sono:
Bobby = http://bobby.watchfire.com/bobby/html/en/index.jsp
WebXACT = http://www.webxact.com/
Torquemada = http://www.webxtutti.it/testa.htm
Cynthia says = http://www.contentquality.com/)

Anna.: Esistono per soggetti ipovedenti?

Diodati:  Nessun programma automatico è specializzato in ipovisione.

Nicolam: Una piccola osservazione: purtroppo i validatori lavorano su siti già realizzati, non su prototipi.

Capoduro: Forse però Berjopska si riferiva a programmi di sviluppo di siti.

Diodati:  Le ultime versioni di Dreamweaver comprendono anche test automatici di accessibilità.
(N.d.R. Dreamweaver è un software per la creazione di siti sviluppato da Macromedia.)

Frax: I "template" come FlexCMP, sono realmente accessibili?

Diodati:  Solo fino a un certo punto. Flex CMP è un CMS, Un CMS è un programma automatico che può aiutare a risolvere alcuni problemi di accessibilità ma non può sostituirsi ad un umano. Solo un essere umano, ad esempio, è in grado di valutare se un testo alternativo è pertinente all'oggetto che deve sostituire.
(N.d.R. Per avere informazioni su FlexCMP, occorre visitare il seguente indirizzo:
http://www.flexcmp.com/flex/cm/pages/ServeBLOB.php3/L/IT/IDPagina/2183)

Bkbenc: Quali sono, se esistono, discorsi "vincenti" nel convincere i programmatori a passare a una programmazione accessibile?

Diodati:  Il licenziamento in tronco? Scherzi a parte, un buon argomento potrebbe essere per esempio la maggiore manutenibilità di un sito accessibile (cioè anche conforme agli standard) rispetto ad un sito contenente HTML sbagliato ed infarcito di elementi di presentazione. Un altro strumento di convinzione è il risparmio di banda. Un sito accessibile pesa in genere molto meno di un sito non accessibile, e dunque rappresenta un risparmio economico per chi lo pubblica e lo gestisce.

Cristiano_longo: Propongo anche l'argomento della longevità dei siti.

Frax: Allargare la propria utenza?

Diodati:  Sì, certo, anche allargare la propria utenza, è un buon argomento. Un sito inaccessibile è un fattore di esclusione e quindi una perdita di potenziali clienti.

Nicolam: Una osservazione: i programmatori fanno ciò che gli viene assegnato dagli analisti (che si sono precedentemente accordati con il committente), non fanno mai una virgola di codice in più.

Diodati:  Certo. Solamente che uno sviluppo accessibile si ottiene con un progetto che parte dal committente e di cui lo sviluppatore è solo l'ultimo anello della catena.

Frax: L'universalità dell'accesso si scontra con l'idea di progettare per l'utente finale (usabilità)?

Diodati:  In certo senso sì. Se dai delle regole universali è come se venissi meno alla richiesta dell'usabilità di tarare le soluzioni sull'utente e sul contesto d'uso. Ma non sono un esperto di usabilità, dunque non posso approfondire il discorso.

anna.: Quali sono le barriere all'accessibilità?

Diodati:  Le barriere all'accessibilità sono essenzialmente di 2 tipi: 1. Barriere percettive, cioè tutto ciò che impedisce all'utente di percepire i contenuti della pagina web. Se il contenuto è una canzone, questa è una barriera percettiva per l'utente sordo. 2. Barriere cognitive , cioè quelle barriere che rendono i contenuti non comprensibili o comunque non adeguatamente comprensibili. Scrivere in modo tortuoso e difficile è una barriera cognitiva. Scrivere le informazioni in inglese, mentre ci si rivolge ad utenti italiani, significa creare una barriera cognitiva.

Capoduro: Oltre ai validatori cosa si può fare per migliorare la valutazione dei siti?

Diodati:  Per migliorare l'accessibilità occorre studiare bene le barriere cognitive e percettive ed inoltre servirsi di utenti che sperimentino sul campo le varie soluzioni di accessibilità.

cristiano_longo: Puoi farci qualche esempio di test dal vivo? Qualche guida, qualcosa insomma che possa farci capire tangibilmente ciò che intendi dire?

Diodati:  Esempi di test dal vivo sono quelli che svolge per esempio la commissione OSI dell'UIC, persone non vedenti ed ipovedenti controllano l'accessibilità di una serie di siti e poi creano delle schede tecniche con i loro resoconti.
(N.d.R. OSI = Osservatorio siti internet; UIC = Unione italiana dei ciechi.)

Nicolam: Dove è possibile reperirne qualche esempio?

Diodati:  Ecco il link al sito della Commissione OSI  
http://www.uiciechi.it/osi/

Frax: Quindi anche l'accessibilità ha un suo "utente modello"?

Diodati:  Più che un utente modello, una serie di situazioni modello.

Nicolam: Una osservazione: a detta degli esperti nel campo, nell'usabilità non esiste un utente modello.

Capoduro: Ma esiste il rischio di squilibrare il sito da una parte piuttosto che dall'altra? Cioè fare i siti accessibili per i non vedenti non si rischia di sottovalutare ad esempio le problematiche dei disabili motori?

Diodati:  Il mio era solo un esempio delle possibili verifiche empiriche dell'accessibilità. E' chiaro che per fare siti equilibrati occorre tener conto di tutte le possibili condizioni di mancato accesso ai contenuti. Quindi non solo della vista, ma anche dei disabili motori, per esempio. E come si diceva poco fa, non è solo questione di disabilità. L'accessibilità riguarda insomma l'accesso ai contenuti per tutti, con un occhio particolare ai disabili, ma solo perché sono le persone che oggettivamente possono incorrere nelle difficoltà maggiori.

Berjopska: Da circa un anno è in vigore la legge sull'accessibilità per i siti delle Pubbliche Amministrazioni (Legge Stanca): vorrei sapere se queste ultime si sono attenute alla legge e in quale misura e se si nota una maggiore sensibilità verso il problema.

Diodati:  Nessuno finora si è potuto realmente attenere alla legge perché ancora non è stato pubblicato il decreto di attuazione che conterrà i requisiti da valutare per la conformità alla legge.
(N.d.R. Il testo integrale della legge Stanca L. 4/2004, può essere letto all'indirizzo:
http://www.camera.it/parlam/leggi/04004l.htm)

Frax: Il regolamento di attuazione sembra una buffonata, almeno nella sua versione non definitiva per il motivo che si parla di autocertificazione per le P.A.

Diodati:  Certo quello dell'autocertificazione non è il punto migliore della legge, anzi diciamo che è il peggiore. Ma io mi riferivo ai 22 requisiti tecnici, che saranno il riferimento per le valutazioni di accessibilità.

Nicolam: Parli dei requisiti di cui la terza versione è stata pubblicata in dicembre?

Diodati:  Secondo me anche nella terza versione dei requisiti rimangono dei problemi di interpretazione. Questo è un guaio, perché lo scopo di quei 22 requisiti è consentire un'applicazione oggettiva di alcune misure a favore dell'accessibilità. Se qualcuno interpreta in un modo e qualcun altro interpreta in un altro, è evidente che l'oggettività non si può raggiungere.

anna.: Gli ostacoli all'accessibilità possono essere dati dall'incompatibilità fra browser, dai tempi di accesso, dalla reperibilità del sito?

Diodati:  Sì, certamente. Le cose che hai nominato fanno parte delle barriere percettive, soprattutto.

anna.: E allora le barriere cognitive da cosa sono date?

Diodati:  Avevo già risposto prima in parte alla domanda. Le barriere cognitive dipendono sostanzialmente da due cose: dai contenuti del sito e dalle capacità dell'utente. Un sito in italiano può essere per un cinese una barriera cognitiva. Un sito troppo difficile nei contenuti è per una persona dislessica una barriera cognitiva. Spero di essermi spiegato un po' meglio.

Maxmax2: I file in formato PDF sono accessibili? Se sì, in che misura? nicolam: I file PDF sono sconsigliatissimi dagli esperti di usabilità; direi che a maggior ragione siano assolutamente non accessibili.

Diodati:  Concordo. I PDF sono una barriera non indifferente per l'accessibilità. Tra l'altro, a leggere i 22 requisiti, dovrebbero essere anche incompatibili con le regole del decreto che vincolano i siti al rispetto delle grammatiche formali pubblicate dal W3C, mentre il PDF è un formato proprietario.
(N.d.R. PDF = Portable Document Format di proprietà della Adobe System Incorpored)

Maxmax2: Se durante la navigazione in internet trovo un sito governativo o di ente riscontro che non risponde alle caratteristiche di accessibilità, a quale autorità devo rivolgermi per fare rispettare le norme governative?

Diodati:  Ci si deve rivolgere al CNIPA, cioè il Centro Nazionale per l'informatica nella P.A. Tuttavia dovresti poterti rivolgere anche agli autori del sito stesso, segnalandone l'inaccessibilità. Se vuoi, puoi scrivere anche sui forum del mio sito.
(N.d.R. L'indirizzo del CNIPA è: http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/
Quello del forum è: http://forum.diodati.org/forum.asp)

Nicolam: Ma la legge non è retroattiva, quindi ritengo sia un'inutile segnalazione (mio malgrado).

Diodati:  Mi riferivo naturalmente a quando sarà stato pubblicato il decreto di attuazione. Fino a quel momento, ahimè, non sarà possibile considerare fuorilegge nessun sito della PA.

Nicolam: La legge parla chiaramente di adeguamento nei contratti da farsi, non già fatti.

Diodati:  Avevo capito che ci si riferisse ad una situazione in cui un sito della PA si dichiara accessibile in base alla nuova legge avendo effettuato un rinnovo del suo vecchio sito.

Capoduro: Il consiglio della regione Lombardia ha realizzato il sito accessibile. Ma in una immagine che raffigura il Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo, la descrizione dell'immagine è: "Fotografia uno". Mi domando quanto una simile descrizione possa essere utile ai fini dell'accessibilità?
(N.d.R. A seguito di una mia segnalazione al webmaster del sito in questione, il commento all'immagine è stato rivisitato.)

Diodati:  "Fotografia uno" è una descrizione alternativa ignobile, una vera presa in giro delle persone che hanno realmente bisogno di descrizioni alternative. Questo è uno dei motivi per cui l'accessibilità non potrà mai essere del tutto automatizzata. Occorreranno sempre persone che svolgeranno controlli sui testi, per vedere se hanno significato o meno.

Frax: Questo il punto. L'accessibilità la faranno, se va bene, con Bobby per quanto riguarda i requisiti tecnici.

Diodati:  Bobby è solo un primo passo. Diffidate seriamente dei siti che dicono di essere accessibili in base ai controlli di Bobby!

Capoduro: Paradossalmente è più importante creare un sito, la cui struttura rispetti tutte le regole dell'accessibilità, per intenderci le WCAG 1.0, oppure realizzare un sito dove alcune regole WCAG 1.0 non sono rispettate ma il testo e il contenuto è altamente accessibile e chiaro? Per l'accessibilità è più importante la scatola oppure il contenuto?

Diodati:  La domanda non può avere una risposta assoluta. Dipende dai casi. Quando lo sviluppatore non segue una regola di accessibilità delle WCAG, si sta assumendo la responsabilità di saperne di più, di aver visto più lontano delle WCAG. Insomma, è una situazione delicata, che richiede innanzitutto professionalità e poi una valutazione caso per caso.

Frax: Le regole WCAG 1.0 servono, ma se si conosce l'utenza di destinazione di un sito si può trascendere?

Diodati:  Vale ciò che ho detto prima: per trascendere bisogna sapere molto bene che cosa si sta facendo.

Capoduro: Le aziende possono trarre un vantaggio dalla messa in rete di siti accessibili?

Diodati:  A questo avevo già risposto a proposito degli argomenti per convincere dell'utilità dei siti accessibili. Sì si può trarre un grosso vantaggio, per esempio di allargamento dell'utenza e di risparmio di banda, ma questi vantaggi possono avere un prezzo piuttosto alto: realizzare un sito accessibile richiede tempo, danaro e competenze non indifferenti. Io direi che questa è una strada che deve essere seguita soprattutto per ragioni etiche e morali.

Frax: Esistono finanziamenti incentivanti per la costruzione di siti accessibili?

Diodati:  Non lo so. Allo stato attuale non mi pare. Io comunque sono un tecnico. Mi occupo molto poco degli aspetti burocratici legati all'applicazione delle legge Stanca.

Nicolam: A ciò che afferma Diodati, aggiungerei che l'accessibilità facilita la manutenibilità "a regime" del sito. Ad esempio, l'uso dell'XHTML e dei CSS sono propedeutici per i cambiamenti dei contenuti.

Capoduro: Quindi direi che per fare un sito accessibile basta pensarci ma non troppo. E' necessario essere esperti.

Diodati:  Sì. Qualche tempo fa qualcuno sosteneva che i siti accessibili dovessero essere realizzabili anche da chi fa il pizzaiolo per lavoro. Secondo me questo è un traguardo piuttosto difficile da ottenere a meno che non si tratti di un pizzaiolo webmaster.

Frax: Ma si potrà costituire una cultura dell'accessibilità che ridisegni la grammatica dei siti? come generi intendo.

Diodati:  Io penso che questa cultura si stia già diffondendo. Sono oggi molto più numerosi di un paio di anni fa i siti fatti nel rispetto delle regole formali di XHTML e CSS. E questo è un buon punto di partenza per aspirare all'accessibilità reale.

Capoduro: Occorre creare un lavoro di equipe di specialisti in varie discipline.

Nicolam: Se si tiene presente come sono strutturate le Web Farm, ci si rende conto che il lavoro di equipe di specialisti è un sogno.

Diodati:  E' vero, ma se le web farm cominciassero a consultare degli esperti di accessibilità da far lavorare con il proprio team, la situazione potrebbe migliorare.

Nicolam: Domanda provocatoria: come ci possono essere esperti di accessibilità se non è ancora chiaro quali siano le linee guide da seguire secondo la legge?

Diodati:  Ottima domanda. L'accessibilità ha comunque già una sua storia che va ben al di là della legge Stanca. Conoscere il W3C, il WAI, le WCAG è già un punto di partenza che dà a chi si occupa di accessibilità una visione piuttosto professionale della materia che tratta. Tuttavia molto deve ancora essere fatto. Io nel mio piccolo sto cercando di portare alla luce una serie di problemi concettuali, di fondo, legati al concetto di accessibilità. Su questo campo siamo ancora agli albori. Per diffondere di più la cultura dell'accessibilità occorrono fonti informative serie che abbiano di mira la divulgazione del sapere e non il guadagno economico. Almeno io credo che così dovrebbe essere.

L'incontro si conclude alle ore 14.32.

Ringrazio Michele Diodati per avere dato il suo prezioso contributo, ringrazio tutti i partecipanti per avere seguito con interesse e ordine l'intervista e ringrazio Aiutoooo.com per aver dato questa importante opportunità.

Antonio Capoduro

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